Ciclo di conferenze

Pacinotti per la Scienza – conferenze di ex pacinottiani”

 Sabato 23 gennaio 2010 - Auditorium del Liceo Pacinotti - ore 11.00

 

DANNI AL DNA E INVECCHIAMENTO

Prof. Antonello Lorenzini

Università di Bologna

Per gentile concessione del Prof. Lorenzini nel menu

DA NON PEREDERE → FILMATI

è possibile vedere la registrazione della conferenza.  

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 Sabato 12 dicembre 2009 - Auditorium del Liceo Pacinotti - ore 10.30

 

LHC  -  UNA PORTA SULL’UNIVERSO

Prof. Sergio Bertolucci

Direttore ricerca del CERN di Ginevra

Per gentile concessione del Prof. Bertolucci nel menu

DA NON PEREDERE → FILMATI

è possibile vedere la registrazione della conferenza.  

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Al termine presentazione del costruendo Laboratorio di Fisica realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia

  




Cos’è l’ LHC?

Non è facile rispondere a questa domanda senza citare quark, mesoni, neutrini, fermioni, quanti, elettronvolt o altri termini scientifici che in parte nemmeno Einstein conosceva!

Proviamo con le parole che gli studenti della 3D hanno usato per scrivere gli inviti per la conferenza:

 

Davanti agli occhi degli scienziati del Cern ci sono finalmente le tanto attese prime collisioni fra le nuvole di protoni che corrono nel superacceleratore LHC. Dopo la sua accensione del 21 novembre 09,  il passo fatidico era proprio questo:scontrare i due fasci di particelle che corrono in direzione contraria per generare qualcosa di nuovo e di diverso.”

 

Non male vero? Proviamo ad addentrarci un po’ nei dettagli.

 

Dunque .. immaginiamo un circuito di Monza, solo un po’ più lungo, circa 27 km, in cui Schumacher, Valentino Rossi e altri abili piloti salgono sui loro mezzi e partono, alcuni in senso orario, altri in senso antiorario; grazie ad alcuni magneti superconduttori, raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto, posti in posizione strategica lungo il circuito, i nostri piloti raggiungeranno velocità molto vicine a quella della luce e, pur essendo abilissimi prima o poi si scontreranno e .. oops .. forse l’esempio è un po’ troppo cruento, togliamo i piloti dal circuito ed utilizziamo, come nel LHC  i protoni!

I due fasci di protoni, costituiti da “pacchetti” contenenti ciascuno miliardi di protoni, sospinti da oltre 1500 magneti superconduttori, viaggeranno per la maggior parte del percorso lungo due canali differenti, sotto vuoto, ma si incontreranno, o meglio, scontreranno, in quattro camere, chiamate ALICE, ATLAS, CMS e LHCb, in cui i canali hanno un percorso comune e dove sono poste le strumentazioni di osservazione  (e così è infatti avvenuto a partire dalla notte del 20 novembre u.s.). Scontrandosi i protoni genereranno un’energia enorme, inizialmente dell’ordine di 2.000.000.000.000 di elettronvolt  e una parte di questa enorme energia si trasformerà in massa producendo particelle elementari che potranno essere osservate dai rivelatori posti lungo il tunnel, nelle quattro ‘camere di osservazione’ citate.

 

È fantascienza? No, già nella metà del secolo scorso si cercavano (e si sono trovate) nuove particelle elementari utilizzando l’unica potente fonte di energia a disposizione: i raggi cosmici; la difficoltà di utilizzare i raggi cosmici e la messa a punto di nuove tecnologie permise di costruire a Brookhaven (U.S.A.), intorno all’anno 1950, il primo gigantesco acceleratore di particelle, chiamato non a caso, Cosmotrone.

 

Ma cosa si aspettano dal LHC, attualmente il più potente acceleratore di particelle del mondo, che  alla potenza massima può arrivare a 14000 miliardi di elettronvolt, le migliaia di ‘ragazzi curiosi’  di tutte le nazioni europee, coordinati dal direttore della ricerca, lo spezzino dott. Sergio Bertolucci? (in fondo un fisico cosa è se non un eterno ragazzo che, con entusiasmo, cerca sia di soddisfare la curiosità, comune a noi tutti, dell’origine dell’universo sia di giungere a  nuove scoperte che possano far crescere e ‘star meglio’ l’umanità?)

 

Questi ‘ragazzi curiosi’, che hanno pensato, progettato e costruito il ‘giocattolo’ LHC, sono pronti ad osservare fenomeni nucleari paragonabili a quelli avvenuti pochi istanti dopo il Big Bang e che oltre a verificare alcune teorie e congetture fisiche, come l’esistenza del bosone di Higgs, possono aprire porte impensate e affascinanti sullo studio dell’antimateria e sull’esistenza di una quinta dimensione.

Non meravigliamoci troppo! Da ormai un secolo sappiamo, purtroppo forse non tutti, che la vita dell’universo è regolata, oltre che dalle tre classiche coordinate ‘spaziali’ XYZ, assimilabili a larghezza, altezza e profondità, anche da una quarta coordinata, il tempo.

 

Infine una nota rassicurante sul metodo di lavoro di equipe che caratterizza gli scienziati del CERN, provenienti da decine di nazioni, questi ‘ragazzi curiosi’,  per ‘giocare’ tra loro, in particolare per permettere un veloce e collaborativo scambio dei dati e dei risultati degli esperimenti residenti su computer lontani, hanno inventato nel 1990 un protocollo, cioè un metodo di trasmissione dati, chiamato “World-Wide-Web” : la nascita di internet!